[Mostra conclusasi il 13 Novembre 2016]
La città sommersa, le botteghe distrutte, i libri emersi dal fango. Un percorso lungo cinquant’anni, da Firenze a Firenze: con “Alfabeti sommersi” in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Alluvione, MUS.E propone nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio un’iniziativa unica per ricordare i giorni dell’alluvione e proporre una riflessione artistica sul tema della memoria e del libro.

Si chiama Alfabeti Sommersi la mostra di arte contemporanea realizzata grazie alle opere di due grandi artisti: Emilio Isgrò e Anselm Kiefer. L’esposizione, organizzata in Sala d’Arme a Palazzo Vecchio e si è conclusa il 13 novembre 2016, ha percorso le riflessioni e la storia relativa all’alluvione del ’66 nella città di Firenze.

La città sommersa, le botteghe distrutte, i libri emersi dal fango. Si tratta di un “percorso” lungo cinquant’anni che, proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Alluvione, MUS.E propone agli spettatori.

Il libro, in particolare, è l’oggetto e il simbolo che accomuna i due artisti e le loro opere. I libri, a centinaia, furono vittime della furia delle acque che invasero la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e altre storiche biblioteche, distruggendo un patrimonio storico e artistico di eccezionale valore. Due sono, infatti, i simboli, o meglio le icone di quel tragico evento, già universalmente riconosciute. Il Cristo in croce di Cimabue, irrimediabilmente sfregiato nella basilica di Santa Croce in quel terribile giorno del 4 novembre 1966 e il libro, l’altro oggetto del patrimonio artistico, assurto da quel momento a simbolo dell’alluvione fiorentina.

Ad accompagnare Alfabeti Sommersi, ci sarà anche il docufilm con immagini inedite e a colori, girate da Beppe Fantacci, che sarà proiettato nelle nicchie monumentali della Sala d’Arme e racconterà in modo coinvolgente i giorni dell’alluvione. Fantacci ebbe un ruolo importante in quei giorni: fu lui, nel 1966, a ideare un sistema di micro-credito, il cosiddetto “fondo ALFA”  garantito con risorse offerte da grandi società industriali e commerciali americane, per aiutare nel modo più rapido ed efficace possibile le botteghe artigiane fiorentine.

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