“Ogni paese, grande o piccolo che sia, reagisce in modo diverso alle calamità”: così è iniziato l’intervento di Ed Blakely, esperto di gestione dell’emergenze, commissario unico per la rigenerazione di New Orleans dopo l’uragano Katrina e professore onorario di Urban Policy allo United States Studies Centre presso l’Università di Sidney, in occasione del workshop “Partecipazione e resilienza: la sfida della Toscana” organizzato da Anci Toscana.  

Dopo l’uragano Katrina – ha proseguito – l’80% di New Orleans è stato inondato dalle acque per 57 giorni. Quando sono arrivato in città tutti si aspettavano che avessi le capacità di Gesù e facessi ritirare le acque”.

Questa missione non è stata priva di sfide, fra tutte la burocrazia con le normative di istituzioni legate al passato, prive di risorse e personale per far fronte all’emergenza. L’altra è stata impostare la ricostruzione, non sugli errori del passato, ma in ottica di riposizionamento verso il futuro. Per questi obiettivi uno strumento cruciale è stata la partecipazione dei cittadini: non sono esperti, ma se informati possono dare il loro contributo, la decisione che si raggiunge è migliore e questo processo di consultazione produce effetti a lungo termine.  

Due le priorità che Blakely ha evidenziato per ricostruire: il futuro e la sostenibilità. Gli interventi sia infrastrutturali, economici e sociali devono essere orientati al futuro e tutto deve essere reso sostenibile.

La ricostruzione di New Orleans è stata possibile grazie all’internalizzazione: affidando a carpentieri e alle aziende del luogo il compito di ripristinare quello che l’uragano aveva distrutto creando una nuova New Orleans che ora non ha più paura dell’acqua ma la può utilizzare e vi può resistere.

Blakely ha poi proposto dei suggerimenti per l’Italia: creare una task force di studenti per il monitoraggio e il ripristino dell’ambiente, che li sensibilizzi e crei nuovi scienziati; avviare una collaborazione tra stati per risolvere insieme problemi simili; analizzare i rischi con programmi specifici di intervento e sviluppare una app per l’allertamento da usare per prevenire e informare i cittadini.  “Bisogna avere fiducia l’uno nell’altro – ha concluso – così che i cittadini non si isolino ma possano aiutarsi a vicenda nella ricostruzione”.

Ascolta l’intervista che abbiamo realizzato ad Ed Blakely a proposito dell’Italia, la ricostruzione e i social media per la comunicazione in emergenza.

 

Articolo di Chiara Bianchini

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