L’alluvione del 4 novembre 1966 ebbe conseguenze disastrose nel territorio comunale di Castelfiorentino. Oltre alla perdita di vite umane (il bilancio fu di 4 morti) la calamità che colpì il borgo toscano assestò un colpo durissimo all’intera economia, in particolare per le attività industriali, artigianali e commerciali che avevano accompagnato un decennio di crescita e di benessere negli anni del “miracolo economico”.

Particolarmente danneggiate furono le confezioni, il principale settore produttivo dell’economia locale, come pure l’industria delle calzature, i mobilifici, gli scatolifici, le fonderie, le officine meccaniche e altre attività artigianali.

Danni pesanti ebbe anche il settore commerciale, quello dell’edilizia civile e delle infrastrutture. Complessivamente, le abitazioni danneggiate furono circa 500 (511 le famiglie alluvionate), le aziende industriali e artigianali 117, quelle commerciali 213.

Dure anche le  ricadute che l’alluvione ebbe sul piano occupazionale:  furono 3.500 le persone rimaste senza lavoro. Il terreno agricolo sommerso dall’esondazione del fiume e dai vari corsi minori fu di oltre 1.500 ettari, e i danni al patrimonio zootecnico ammontarono a 100 capi di bestiame e 25.000 animali di bassa corte. Complessivamente, il danno economico stimato fu di 5 miliardi e 400 milioni del 1966.