L’alluvione del 1966 non investì solo Firenze, dilaniata dalla forza distruttrice dell’Arno, ma anche altri comuni della Toscana. Tra questi anche Figline e Incisa Valdarno, che videro le acque del fiume d’argento invadere il 14% della superficie del territorio.

La furia dell’alluvione provocò danni per oltre 1 miliardo e 840 milioni di Lire, a case, edifici privati, opere pubbliche e aziende, devastando il territorio ferito dalla calamità naturale.

Nello specifico furono investiti 173 milioni di lire per le opere di difesa e sistemazione fluviale, 25 milioni per le strade comunali, 5 milioni per le fognature, 2,5 milioni per i lavori all’acquedotto, 3,8 milioni destinati ad immobili e attrezzature scolastiche, 22 milioni per il ricovero di riposo, 8 milioni agli impianti sportivi, 0,8 milioni ai mobili e alle attrezzature dei bagni pubblici.

L’alluvione non risparmiò le case dei valdarnesi:  350 abitazioni le colpite, per un totale di1260 vani. I danni ammontarono, all’epoca, a 225 milioni di Lire. Non rimasero indenni dal disastro gli autoveicoli privati, per un valore di 70 milioni di lire.

Lo straripamento dell’Arno provocò ingenti difficoltà anche alle aziende del territorio: arrivarono a 161 milioni  i danni per le aziende agricole, 867 per quelle industriali e commerciali, 377 per le imprese commerciali.