La mostra è dedicata a quei beni culturali che furono colpiti dell’esondazione nella notte del 3-4 novembre 1966 e vittime degli effetti disastrosi derivati dal ritiro delle acque. Si presentano ora dopo il loro restauro.

La lunga vicenda del restauro, che fece di Firenze una capitale mondiale della ricerca scientifica e tecnologica, dell’operatività e dell’insegnamento della tecnica riconosciuta a livello mondiale, proietta verso il futuro della città e del territorio l’immensa acquisizione di positività originata dalla tragedia, in termini di solidarietà, resilienza, prevenzione, avanzamento della ricerca, creatività culturale e artistica. Restauratori italiani e stranieri misero a disposizione il loro know-how, per la prima volta in un confronto diretto proprio a Firenze.