Sabato 4 febbraio i dipendenti del gruppo El.En, una delle più importanti realtà nazionali nel mondo del laser, capace di creare tecnologie usate in diversi campi, tra cui quello del restauro, hanno avuto l’opportunità di visitare la mostra dedicata alla Bellezza Salvata.

Ad accoglierli il prof. G. Federici, segretario del Comitato Firenze2016, sotto la cui spinta è nata la mostra e che ha coordinato i soggetti che l’hanno resa possibile.

E non è un caso che El.En sia tra i finanziatori . A tal proposito abbiamo chiesto ad Alessandro Zanini da dove viene la decisione di Elen di essere tra i finanziatori di una mostra come La bellezza ritrovata.

“Sono più di una le motivazioni. Innanzitutto il ruolo di responsabilità nei confronti della comunità fiorentina e la nostra tradizione di collaborazione alla conservazione e valorizzazione del suo patrimonio. Poi la lunga amicizia e collaborazione con i curatori di questa bella mostra e un sincero debito di riconoscenza per quanto ha fatto Cristina Acidini per Firenze. Inoltre l’alluvione ha rappresentato un punto di svolta per la storia del restauro in Italia: da quella tragedia il mondo della ricerca e dell’industria hanno volto la loro attenzione alla conservazione del nostro patrimonio culturale. Le prime soluzioni adottate a quei tempi per salvare i nostri capolavori e i primi prodotti e tecnologie applicate allora, rappresentano, dopo tutto, il primo anello di quella catena che ha portato oggi industrie come la nostra ad investire, oramai da vent’anni, nella ricerca di soluzioni tecnologiche e innovative per la conservazione del nostro immenso patrimonio culturale”.

Vista l’occasione di questa visita ci pare il momento ideale per domandarvi quali sono stati i risultati di cui andate più orgogliosi circa l’impegno delle tecniche di ElEn nel campo del restauro.

“Per noi è una fonte di orgoglio trasferire al settore della conservazione dei beni culturali conquiste tecnologiche che otteniamo dallo sviluppo di apparecchiature laser per impieghi in medicina e viceversa beneficiare per impieghi nel trattamento di patologie, nella medicina umana e veterinaria dei risultati provenienti dalla soluzione di problemi sorti nel trattamento di opere d’arte.
In questi anni abbiamo raggiunto un ruolo di leader e siamo un punto di riferimento per gli esperti del settore, sia perché si moltiplicano i cantieri nei quali viene usata la nostra strumentazione. Se pensiamo soltanto alla vicina Piazza del Duomo ci sono  la Porta della Mandorla del Duomo e le parti decorate del Battistero, che insieme a quasi tutte le opere adesso esposte al nuovo e bellissimo Museo dell’Opera del Duomo hanno visto impegnati i nostri laser. A partire da diversi anni, quando abbiamo messo a punto un sistema laser per il restauro della Porta del paradiso del Ghiberti, si sono moltiplicati i settori applicativi e siamo convinti di aver contribuito notevolmente alla diffusione di questa tecnologia nel mondo della conservazione. Adesso dal Nepal all’India, dall’Egitto agli stati Uniti questa tecnica è conosciuta e apprezzata”.

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