L’incontro “La solidarietà della Svizzera per Firenze e la Toscana alluvionata nel 1966. Il Bosco degli Svizzeri” nasce non soltanto per ricordare e celebrare uno dei significativi atti di solidarietà che caratterizzarono i giorni e i mesi che seguirono l’alluvione del 1966, ma anche per presentare le idee progettuali per l’impiego del legno derivante dal bosco ormai maturo. L’occasione inoltre permette di presentare i recenti sviluppi della ricerca scientifica nell’ambito della gestione della vegetazione nei fiumi in riferimento alle problematiche relative al rischio idraulico. L’incontro è strutturato in tre principali tematiche: – memoria: con rievocazione e celebrazione dell’episodio del Bosco degli Svizzeri; – progetti: presentazione dei progetti da realizzare con il materiale ricavato dal bosco; – ricerca scientifica: presentazione degli studi in atto tra l’Università di Firenze (DICEA), l’Università di Zurigo (ETH) e di Berna e Ginevra (Dendrolab.ch, Istituto di Geologia).

MEMORIA: LA PIANTUMAZIONE DEL BOSCO NEL 1967

L’alluvione che colpì Firenze nel 1966 viene spesso ricordata attraverso le vicende degli “angeli del fango” e dell’esemplare atto di solidarietà che accomunò giovani provenienti da molte parti di Italia e del mondo. Ben poco si sa invece degli “angeli del bosco”, un gruppo di allievi del corso di laurea in Ingegneria forestale del Politecnico Federale Svizzero (ETH), con sede a Zurigo, che si chiesero cosa potessero fare per Firenze alluvionata. Il loro contributo di solidarietà è stato il rimboschimento di un terreno semi abbandonato nel Mugello mediante la piantumazione di 13.000 piante di “Douglasia” e “Pino nero” messe a disposizione dal vivaio di Vallombrosa. Rimboschire dunque per rallentare il deflusso delle acque nel bacino, ridurre la portata di piena e attenuare la forza erosiva delle acque.

PROGETTI: UTILIZZO DEL LEGNO PER EDIFICI SOCIALI IN ZONA SISMICA

Il bosco oggi è maturo e può essere diradato, come già verificato dalla Unione Montana dei Comuni del Mugello sulla base del proprio Piano di Gestione approvato dalla Regione Toscana, e il materiale ricavato potrebbe essere utilizzato per la realizzazione di un progetto di edilizia pubblica con strutture di legno a beneficio della comunità del Mugello (Borgo S. Lorenzo e Scarperia/S. Piero) quali l’ampliamento di due scuole in una zona a forte rischio sismico. Appare evidente il rilievo educativo e comunicativo di un progetto che partendo da un atto di solidarietà, basato peraltro su un intervento di riduzione del rischio idraulico, possa produrre un beneficio anche in riferimento al rischio sismico.

RICERCA SCIENTIFICA: LA GESTIONE E MANUTENZIONE DEL BOSCO

La gestione e manutenzione della vegetazione riparia richiede un’attenta valutazione che tenga conto dei molteplici ruoli che la vegetazione assume nei fiumi considerando sia gli aspetti legati alla qualità dell’ecosistema, sia il possibile incremento di rischio idraulico durante le piene, connesso all’innalzamento dei livelli idrici e all’interazione con le strutture (quali i ponti) presenti nei centri urbani. La necessità dunque di trovare un compromesso tra preservazione dell’ecosistema fluviale e mitigazione del rischio idraulico, spinge a cercare nuove soluzioni di prevenzione. Un esempio, in questo senso è rappresentato dall’attività di ricerca avviata negli ultimi anni in Svizzera, a seguito del disastroso evento di piena del 2015 caratterizzato da un’ingente produzione e trasporto di detriti arborei. L’intensa attività di ricerca su questo tema ha permesso di formulare delle nuove metodologie per stimare la produzione dei detriti arborei a scala di bacino e di progettare delle strutture innovative per trattenere i detriti a monte dei centri urbani. Negli ultimi anni il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze ha focalizzato la propria attenzione su questo filone di ricerca mettendo in atto prove sperimentali sullo sradicamento della vegetazione flessibile e sull’accumulo dei detriti arborei alle pile dei ponti, queste ultime sono state poi riprodotte mediante un modello numerico presso il centro di ricerca Dendrolab.ch dell’Istituto di Geologia di Berna (attualmente con sede a Ginevra).

 

PROGRAMMA
9.30 -11.30 Il Bosco degli Svizzeri: Dalla prevenzione del rischio idraulico a quella del rischio
sismico
Saluto delle Autorità svizzere e italiane e dei Comuni di Borgo San Lorenzo e di Scarperia – San
Piero a Sieve
Pietro Piussi – UNIFI – Il Bosco degli Svizzeri: ideazione realizzazione
Andrea Frangi – ETH – Zurigo ) Il legno come materiale da costruzione sostenibile: le esperienze
del Politecnico di Zurigo negli ultimi 50 anni
Ario Ceccotti – Comitato Firenze 2016. I progetti di ampliamento e sopraelevazione delle scuole
primarie di Scarperia/San Piero e Borgo San Lorenzo in legno X-Lam di Douglasia

11.30 – 13.00 ‘La gestione della vegetazione arborea: l’esperienza della Svizzera ed il caso di
Firenze’.
Virginia Ruiz-Villanueva – ‘La produzione ed il trasporto dei detriti arborei’, Dendrolad, Berna
Pina Nicoletta De Cicco – ‘Accumulo dei detriti arborei alle pile dei ponti’, UNIFI
Robert Boes – ‘Opere innovative per trattenere i detriti arborei: il caso di Zurigo ’, ETH Zurich