Data l’elevata affluenza di visitatori, il termine della mostra è prorogato al 2 luglio 2017 compreso.

Una mostra organizzata 50 anni dopo l’alluvione di Firenze che offre l’opportunità di tornare a raccontare che cosa fu quell’evento tragico, che cosa rappresentò per la Toscana e, in particolare, per il suo patrimonio artistico e culturale.

La Mostra “Firenze 1966-2016: la Bellezza Salvata“ è nata sotto la spinta del Comitato Firenze 2016 e da questo  coordinata. Il Comitato opera ormai da quattro anni e raccoglie oltre cento aderenti, fra enti pubblici e privati. È co-presieduto dal Sindaco di Firenze Dario Nardella e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi [sito: http//toscana.firenze2016.it ( www.firenze2016.it ). L’ideazione e la realizzazione della mostra hanno incontrato diverse difficoltà; ecco una breve ricostruzione del difficile  percorso realizzativo , redatta dal prof. Federici, segretario del Comitato Firenze2016.

La mostra è stata inaugurata mercoledì 30 novembre 2016, preceduta dalla conferenza stampa di lancio, la mostra “La bellezza salvata”, alla presenza del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, Benedetta Albanese, Consigliere Metropolitano, Giorgio Federici, Segretario del Comitato Firenze 2016, Pietro Folena, Presidente dell’Associazione Metamorfosi, Cristina Acidini ed Elena Capretti, Curatrici della mostra.

La mostra, iniziata il 1 Dicembre 2016, è stata prorogata al 2 luglio 2017,  con orario 9,00 – 19,00, ultimo ingresso ore 18,30. Rimane chiusa il mercoledì.

A 50 anni dall’alluvione di Firenze e della Toscana del 1966, la mostra offre l’opportunità di tornare a raccontare che cosa fu quell’evento tragico, che cosa rappresentò in particolare per la città di Firenze e per il suo elemento più profondamente identitario agli occhi del mondo, il patrimonio artistico e culturale. Infatti, attraverso esempi scelti, l’esposizione è dedicata a quei beni culturali che furono vittime dell’esondazione del 3-4 novembre 1966 e degli effetti disastrosi derivati dal ritiro delle acque.

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La lunga vicenda del restauro, che fece di Firenze una capitale mondiale della ricerca scientifica e tecnologica, dell’operatività e dell’insegnamento del restauro riconosciuta a livello mondiale, proietta verso il futuro della città e del territorio l’immensa acquisizione di positività originata dalla tragedia, in termini di solidarietà, resilienza, prevenzione, ricerca, creatività culturale e artistica. Restauratori italiani e stranieri misero a disposizione il loro know-how, per la prima volta in un confronto diretto proprio a Firenze. La catastrofe dette uno straordinario impulso allo sviluppo delle tecniche di restauro e alla messa a punto delle modalità di intervento, così da costruire negli anni un bagaglio permanente di sapere e di saper fare. Il moderno Opificio delle Pietre Dure (1975) con la sua Scuola di Alta Formazione, va considerato tra le acquisizioni permanenti in positivo, dopo la catastrofe.

Negli ambienti monumentali di Palazzo Medici Riccardi (dove aveva sede nel 1966 il Museo Mediceo, letteralmente annientato dall’acqua), troverà posto una selezione di opere d’arte e manufatti che unirà la qualità artistica all’interesse storico e documentario. Per rappresentare al meglio le varie tecniche e tipologie, saranno esposti dipinti su tela e tavola, sculture, libri, documenti, oggetti d’arte applicata, strumenti musicali e scientifici, accompagnati da fotografie storiche che documentano i danni e gli interventi di recupero. E saranno convocati alcuni degli “ultimi”: opere e manufatti, ancora danneggiati e talvolta persino infangati, in attesa di restauro.

L’iniziativa del cinquantenario esprime una coralità pluralistica, poiché raccoglie le testimonianze e i materiali di numerosissime istituzioni a carattere culturale colpite (oltre 30), protagoniste poi del lungo processo di riscatto attraverso il restauro dei luoghi e dei beni.

La mostra si rivolge cittadini comuni, giovani e giovanissimi in età scolare, educatori e insegnanti, visitatori italiani e stranieri. A tale scopo sarà offerto un servizio educativo rivolto in particolare alle scuole, alle università e alle famiglie, per fare avvicinare le nuove generazioni a un evento che non hanno vissuto e  trasmettere in loro il senso di appartenenza di un immenso e variegato patrimonio culturale da conoscere e difendere. Inoltre, l’evento espositivo potrà coinvolgere le categorie più vicine ai temi trattati, come restauratori, ricercatori e scienziati, antiquari, artigiani, operatori e imprenditori attivi nei settori della conservazione, tutela e valorizzazione dei beni culturali. Tutti troveranno rappresentata una Firenze che non è non solo scrigno di tesori d’arte e di storia, ma è anche organismo dinamico, terreno fertile di sperimentazioni, laboratorio di idee e di innovazioni scientifiche e tecnologiche.

 

La mostra “La bellezza salvata” è inserita nel programma degli eventi culturali del G7 Cultura.

 

Scarica il depliant  e acquista il catalogo via web: http://www.sillabe.it/it/arte-medievale-e-moderna/620-firenze-1966-2016-la-bellezza-salvata.html

Il Comitato scientifico  raccoglie rappresentanti dei seguenti Enti:

Accademia delle Arti del Disegno
Archivio di Stato di Firenze
Archivio Storico del Comune di Firenze
Arcidiocesi di Firenze – Ufficio diocesano Arte Sacra e Beni Culturali Ecclesistici
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini”
Fondazione Scienza e Tecnica
Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux
Galleria dell’Accademia
Gallerie degli Uffizi
Istituto Geografico Militare – IGM
Musei Civici, Museo di Santa Maria Novella
Musei Civici, Museo Stefano Bardini
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Museo delle Cappelle Medicee
Museo e Fondazione Horne
Museo Galileo
Museo Nazionale del Bargello
Museo Nazionale del Bargello, Cappelle Medicee
Museo dell’Opera del Duomo
Opera del Tempio Ebraico
Opera di Santa Croce
Opera di Santa Maria del Fiore
Opera di Santa Maria Novella
Opera Medicea Laurenziana
Opificio delle Pietre Dure
Palazzo Medici Riccardi
Polo Museale della Toscana
Segretariato Regionale del MiBACT, Regione Toscana
Soprintendenza Archeologia della Toscana
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze , Pistoia e Prato
Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana
Università degli Studi di Firenze

 

La mostra è stata realizzata con il sostegno di

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