Sono tantissime le persone che ci hanno scritto e che hanno voluto condividere con noi il ricordo dell’alluvione del 1966. Da novembre ad oggi, le nostre caselle di posta si sono riempite di foto, racconti e testimonianze di chi, quel giorno, ha vissuto una vera e propria tragedia.

L’ultimo contributo che ci è arrivato è firmato da Angelo Zito che mette nero su bianco le sue memorie attraverso una poesia intitolata “4 novembre 1966”.

Altri giorni
per i volti tagliati
nella pietra
per le lingue
irose
senza occhi di rugiada
con finestre goccianti
coriandoli di veleno
altera per le lance
di San Romano
per i mercanti
ricchi del ponte
e l’acque d’argento
odiata
odiata oggi
per le acque d’argento
lavorate al pianto
alle rovine
alla miseria
macchiate di lutto
non più cantate
odiata oggi
Firenze
fidanzata di dolore.