Fare il punto delle iniziative svolte in occasione del 50imo anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966: è stato questo l’obietto del convegno che si è tenuto oggi nell’aula magna dell’Ateneo fiorentino, promosso dal Comitato Toscana Firenze 2016, la rete di soggetti pubblici e privati che negli ultimi anni ha lavorato per promuovere la memoria dell’evento catastrofico e la sensibilizzazione della prevenzione del rischio.

In mattinata è stato presentato il rapporto dell’International Technical Scientific Committee, il comitato scientifico internazionale che ha analizzato il rischio idrico del bacino dell’Arno: Firenze purtroppo è ancora a rischio alluvione, nonostante le opere già realizzate e quelle ancora pianificate. Gli interventi strutturali sono importanti ma non sufficienti: tutte le istituzioni devono continuare  a lavorare insieme per un piano di emergenza che possa ridurre l’impatto di un’eventuale piena come quella del ’66.

Durante il convegno sono state annunciate due novità. Diventa virtuale la mostra “La Bellezza salvata”,  l’esposizione sul restauro dei tesori di arte danneggiati dall’alluvione del 1966 a Firenze, che tra novembre 2016 e luglio 2017 ha riscosso un grande successo di pubblico a Palazzo Medici Riccardi. Inoltre presso l’Ateneo fiorentino viene costituito un Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze, che sarà consultabile anche online. Il Centro metterà a disposizione degli studiosi una sala di consultazione presso la Biblioteca Umanistica e il sito www.sba.uni.it/cedaf da cui si accederà a tutta la documentazione raccolta dal Comitato Firenze 2016.