ll 4 novembre a Signa ebbe effetti veramente devastanti: in pochi minuti, all’alba del venerdì, i tre quarti del territorio signese vennero sommersi. L’esondazione dei suoi fiumi, Signa si trova come una grande penisola in mezzo ad Arno, Bisenzio e Ombrone, fu talmente veloce e dirompente che nessuno riuscì a dare l’allarme in tempo; le acque, provenienti sia dal Bisenzio che dall’Ombrone pistoiese, arrivarono a toccare in alcuni punti i tre metri di altezza. Mentre l’Arno scorre minaccioso e terribile fra argini capaci di contenerlo, il Bisenzio e l’Ombrone irrompono violentemente nella piana di Signa sfondando i loro argini in più punti: a San Mauro, Lecore, Castelletti, Signa.

Se dalle acque emergevano ancora le “isole” di Castello e di Lecore le zone pianeggianti furono totalmente sommerse con la popolatissima zona di San Mauro praticamente distrutta: chiesa, casa del popolo, uffici pubblici, aziende artigianali e abitazioni erano stati non soltanto allagati ma attraversati dalla forza di una massa d’acqua che nei fatti aveva spazzato via tutto, non risparmiando neppure il cimitero.

La lentezza dei soccorsi, dovuta a un certo isolamento in cui tutta Signa si viene a trovare per l’impraticabilità delle principali vie di comunicazione che la interessano, si sente. I rifornimenti si fermano infatti a San Donnino, a Poggio a Caiano o a Lastra a Signa e passa qualche giorno prima di entrare nel giro dell’ordinaria distribuzione degli aiuti. Solo in seguito, infatti, San Mauro viene raggiunta dai soccorsi che con delle imbarcazioni iniziano a effettuare una prima distribuzione di viveri. I primi generi, alimentari e non, vengono portati con elicotteri che si fermano sul ponte delle Molina mentre i primi pasti caldi arrivano soltanto grazie ai volontari di Reggio Emilia che hanno istallato una cucina da campo presso il circolo Donizetti di Signa.

All’ufficio postale, sfidando la situazione la direttrice, la signora Franzaroli, utilizzando una balla, riuscì a portare in un’abitazione al piano di sopra importanti documenti e registri dell’Ufficio i cui locali erano allagati da una melma resa particolarmente scura dall’inchiostro che le acque avevano rovesciato: i mobili erano completamente distrutti e molti libri contabili, con il materiale cartaceo che non si era salvato, risultavano ormai persi con le pagine macchiate dal nero dello stesso inchiostro. Quando le acque iniziarono a defluire il servizio postale fu subito ripristinato: un elicottero portava la posta sul ponte di San Mauro dove veniva ritirata da Cassiano Penni che la consegnava alla direttrice, che, a sua volta aveva organizzato la distribuzione presso i locali della vecchia SORMS dove venivano distribuiti anche i viveri. In mezzo a case ancora allagate, grazie ai documenti salvati mentre l’ufficio veniva inondato, fu anche possibile il pagamento regolare delle pensioni.

Aurora Castellani

 

Aurora Castellani (Prato, 1980), editor e traduttrice, lavora nel mondo dell’editoria dal 2007, curando pubblicazioni di vario genere. È stata assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Vaiano dal 2009 al 2014 e attualmente è Presidente del Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. Dal 2015 è direttore editoriale di Edizioni Medicea Firenze. “L’altra alluvione” è il primo lavoro a sua firma, frutto di una lunga ricerca d’archivio e interviste inedite.

“L’altra alluvione” racconta, con materiale fotografico e documenti inediti, il 4 novembre 1966 fuori Firenze: Prato, Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa e Quarrata. Una calamità quasi sconosciuta ma non meno dolorosa per chi subì la furia improvvisa di Arno, Bisenzio, Ombrone pistoiese e di molti torrenti, in molti casi perdendo tutto; di certo non lo spirito, il coraggio e la generosità. Si reagisce e ci si rimboccano subito le maniche per ripartire e aiutare parenti e amici, offrendo quel che si ha per distribuirlo ai meno fortunati. E i comuni, Prato in testa, si fanno trovare pronti ad accogliere questo grande slancio, la mobilitazione spontanea di una comunità intera che si riunisce per portare aiuto ovunque ci sia bisogno. Fiorino d’argento al Premio Firenze 2017 – sezione saggistica.

Post correlati