Martedì 26 febbraio, in occasione dell’evento Arno, viaggio lungo il fiume, è stato presentato a Firenze Alluvio, il web doc realizzato in ricordo dell’alluvione del 1966. Il documentario interattivo, realizzato da La Jetée, Interactive and Visual Storytelling Studio, è online a questo link.
Per conoscere meglio gli obiettivi del progetto, abbiamo intervistato il Creative Director de La Jetée, Roberto Malfagia.

Che cos’è Alluvio?

Alluvio è un documentario interattivo che propone un modo differente di attraversare a un archivio di contenuti.  Nel disegnare l’esperienza interattiva abbiamo tenuto conto di alcuni aspetti. Provo a metterli in fila. Il primo, la tipologia e il formato dei contenuti prodotti dalla redazione: video, articoli con foto, gallery fotografiche. Un archivio giornalistico quindi. Questi contenuti sono stati divisi in tre macro aree concettuali, che in Alluvio corrispondono a: La Memoria, Le Storie, Il Fiume. Nel definire la UI (User Interface) le tre macro aree sono diventate dei filtri per attivare o disattivare i relativi contenuti.

Il secondo aspetto, fondamentale, è il tema, l’allluvione. Le fondamenta su cui è stata costruita l’interazione che lo spettatore ha con il documentario interattivo, quella che in gergo chiamiamo UX (User Experience)  è partita da una immagine dell’alluvione. Per essere precisi del dopo alluvione, prima che si ritirino le acque, quando sulla superficie si vedono galleggiare oggetti che non dovrebbero essere li. Come una sedia, dei vestiti inzuppati, una bambola, assi di legno, una macchina semi sommersa. L’alluvione riorganizza lo spazio della visione puntellando la superficie dell’acqua di tracce e indizi che collegati fra di loro evocano la vita che è stata sommersa. Su questa idea abbiamo basato l’esperienza narrativa e la UX di Alluvio. L’utente  selezionando i filtri, vede apparire, sulla superficie delle particelle con i relativi colori. Ognuna di essa rappresenta un contenuto. non c’è un ordine di lettura, quello è in mano all’utente, alle sue scelte di navigazione. Non c’è un ordine stabilito ma c’è un mondo narrativo con le sue regole che crea una cornice di senso, entro la quale tutti i contenuti convergono.

Graficamente a cosa si ispira?

Abbiamo lavorato di astrazione. Per sintetizzare ed evocare. L’acqua è costituita da un insieme di particelle, quindi se vogliamo ci siamo ispirati a una visione microscopica, strizzando l’occhiolino alla rappresentazione scientifica. Mentre per lo sfondo ci siamo ispirati al profilo delle colline che ci sono intorno a Firenze. Provate andare in alto, tipo sulla terrazza dell’ultimo piano dello Student Hotel e guardate verso piazzale Michelangelo. Se lo fate al tramonto, l’immagine che vi troverete di fronte non è tanto lontana dall’attuale landscape di Alluvio.

Il viaggio si snoda attraverso i temi della memoria, delle storie, del fiume: che tipo di narrazione emerge? Quali contenuti si possono visualizzare?

Come dicevo i contenuti sono video, foto e articoli, e gallerie fotografiche e sono stati divisi per macro aree. In Memoria, sono stati raccolti i contenuti di tutte le celebrazioni, eventi, mostre che hanno lavorato sulla memoria dell’alluvione. In Storie abbiamo come dice la parola stessa, le storie, i ricordi, le testimonianze di chi ha vissuto l’alluvione in prima persona. In Fiume, abbiamo il futuro: i convegni scientifici, gli incontri e le riflessioni sulle questioni idrogeologiche legate alle zone a rischio alluvionale, come la prevenzione e la messa in sicurezza delle aree a rischio. Da questo emerge una narrazione fra passato, presente e futuro, dove è l’utente a determinare l’ordine di montaggio. Per rendere più immersiva e coerente l’esperienza abbiamo inserito un dinamica da serious game. Un volta entrati nell’esperienza l’utente entro un determinato tempo deve esplorare i contenuti. Se non fa nulla e si distrae il livello delle acque si alza fino a sommergere lo schermo e l’utente. A quel punto il sistema si blocca e bisogna riavviare l’esperienza. In sintesi come in un’alluvione, se sei informato, sai cosa fare e ti salvi, altrimenti vieni sommerso. Ogni volta che l’utente interagisce con i contenuti i livello delle acque si normalizza.

Umidità, pressione, vento: in base alla città selezionata si vedono i parametri climatici della località in tempo reale. Che relazione c’è con l’argomento dell’alluvione?

Il mondo narrativo che abbiamo creato, le particelle con il landscape collina, è, come si dice in gergo, un mondo narrativo generativo. Alluvio è collegato a un web server meteo. Una volta che l’utente ha scelto e digitato il nome della città nell’apposito campo, Alluvio scarica in tempo reale i relativi dati meteorologici. Nello specifico umidità, pressione, vento, è una descrizione qualitativa Clear, Rain, Snow etc… Questi dati modificano sia il sistema particellare che il landscape. La descrizione qualitativa modifica colori e suoni del landscape. Umidità, pressione e vento, modificano nell’ordine: la densità delle particelle, l’altezza dell’onda, la velocità di spostamento dell’onda. Il nostro mondo narrativo in buona sostanza si modifica e adatta, si genera di volta in volta. Questo modificarsi delle condizioni meteorologiche, modifica a sua volta la facilità o la difficoltà di esplorare i contenuti. Se è bel tempo cliccare e informarsi sarà più semplice di quando è brutto tempo e c’è vento forte.

Di cosa si occupa La Jetée e quali sono i suoi prossimi progetti?

La Jetée si occupa di costruire prodotti narrativi interattivi. Raccontiamo storie, creiamo esperienze, unendo le tecniche dello storytelling con le nuove tecnologie. Creiamo documentari interattivi che si possono vedere su desktop e su smartphone, esperienze di realtà virtuale, realtà aumentata, installazioni interattive. Abbiamo anche un parte di ricerca e formazione. Creiamo dei nostri corsi oppure progettiamo e realizziamo corsi per enti e istituzioni sia pubbliche che aziende. I progetti in corso sono molti, a breve faremo uscire delle esperienze in webVR, esperienze in vr che possono essere viste tramite i browser degli smartphone o dei visori come Oculus e Samsung Gear.

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