Sono passati 51 anni dalla catastrofe causata dall’alluvione nel 1966: un disastro che ha coinvolto Firenze e l’intera Toscana. Per commemorare le vittime dell’Arno, una corona di alloro è stata gettata nel fiume dal Ponte alla Grazie. In questo modo, si è avuto l’occasione di ricordare le 35 persone che hanno perso la vita a causa dell’alluvione.

La commemorazione si è tenuta alla presenza del sindaco di Firenze Dario Nardella e del presidente dell’associazione Firenze Promuove Franco Mariani. La cerimonia è stata preceduta da una messa nella Cappellina dell’Oratorio della Madonna delle Grazie, mentre nel pomeriggio, nel piazzale interno dell’ex carcere delle Murate, è stata inaugurata una lapide in memoria del direttore delle carceri fiorentine Michele Ferlito e in ricordo della rivolta del 6 novembre 1966.

Nel giorno dell’anniversario dell’alluvione di Firenze, risuona l’auspicio di Dario Nardella auspica: “Non dimentichiamo l’alluvione di Firenze ma il miglior ricordo è quello di lavorare affinché quello che successe nel 1966 non possa mai più avvenire. Rispetto a qualche anno fa, dei passi in avanti si vedono”, continua il sindaco della Città “dobbiamo però fare ancora di più perché il pericolo è sempre dietro l’angolo”. Queste parole sono state pronunciate a margine della cerimonia dell’alzabandiera in piazza Santa Croce.

sul fronte della messa in sicurezza, Nardella ha ricordato, “la realizzazione della prima delle quattro casse di espansione del Valdarno, l’aggiudicazione dei lavori per la seconda, e, per quanto riguarda la città di Firenze, i lavori già fatti su gran parte del tracciato del Mugnone e quelli che sono partiti a ottobre nell’area del Mensola. Per quanto riguarda il Mugnone, rimane l’ultimo tratto delle Cure per il quale ci sono già le risorse e la progettazione sta terminando”. Secondo il sindaco, “viviamo nel mondo il grande rischio del cambiamento climatico e ciascuno di noi deve sentirsi impegnato, riducendo l’inquinamento nel modo in cui riscaldiamo le nostre case o nel modo in cui ci muoviamo con i mezzi, anche questo può essere un piccolo apporto. In più tutti i lavori di infrastrutturazione che stiamo portando avanti nei tempi previsti e che dovranno essere conclusi il più velocemente possibile”, ha concluso.