Adattarsi al cambiamento nella sua accezione più positiva, così possiamo definire il concetto di resilienza. Un termine che è sempre più utilizzato (e forse in alcuni casi anche abusato) e che è al centro di una iniziativa di cui la città di Firenze è protagonista. Lo scorso 24 aprile, infatti, si è svolto a Firenze l’atto conclusivo di “Resolute – RESilience management guidelines and Operationalization appLied to Urban Transport Environment”, progetto europeo nato con l’obiettivo di migliorare la gestione dei sistemi di trasporto urbano nelle città europee in situazioni di crisi e definire delle linee guida che sono state sviluppate e testate proprio nel capoluogo fiorentino.

Durante un forte temporale, l’esondazione di corsi d’acqua o un’abbondante nevicata così come anche durante periodi estremamente caldi, è molto elevato il rischio di interruzione di corrente elettrica e di blocco del sistema di alimentazione e comunicazione della rete dei trasporti pubblici in città, così come dei sistemi di comunicazione o gestione di varie strutture importanti (ospedali, forze di polizia, scuole…). Come è possibile prevenire o rispondere in maniera efficace ed immediata a questi eventi e ridurre l’impatto che possono avere sulla popolazione?

Per quanto riguarda Firenze sono stati raccolti e studiati i tanti big data che ogni giorno la città produce (mappe del rischio, stato del traffico, comportamento delle persone, i dati della tramvia, wifi, social network) da qui è nata una tecnologia per organizzare al meglio la risposta della città ad eventi critici ma anche monitorare l’attività quotidiana. Una tecnologia non solo per addetti ai lavori, ma anche per gli utenti con la app per smartphone km4city (che propone vie di evacuazione in caso di esondazione utilizzando gli open data e i dati in tempo reale della città). Questa app mostra tutti i servizi che sono vicini alla posizione dell’utente e permette di navigare nella città, trovare ristoranti, bagni, free WiFi, ciclabili, ritardi su alcune linee bus, parcheggi, farmacie, bancomat, e molto altro.

Tutte queste informazioni sono ora a disposizione del Comune di Firenze, delle partecipate e di tutti gli attori che hanno un ruolo cruciale nella gestione delle criticità (come i Vigili del Fuoco, il 118, la protezione civile) e che possono essere utilizzate in sinergia per rispondere alle criticità che si verificano. Un percorso che ha permesso di attivare relazioni tra i diversi soggetti, per lo scambio e la condivisione di questi dati e che ora sono accessibili tramite una dashboard, realizzata dall’Università di Firenze, per i decision maker (come il sindaco) per attivare i processi di risposta più idonei o prendere le decisioni migliori sulla base degli scenari in corso. Non solo, grazie a questo sistema è possibile creare un meccanismo di early warning: grazie al monitoraggio dei dati si può così prevedere l’evoluzione di una situazione o individuare una criticità sul nascere.

Oltre a questa infrastruttura e alla condivisione dei dati, assumono un ruolo cruciale le attività di comunicazione, tradizionale e social, verso la cittadinanza per migliorare la consapevolezza e la preparazione dei cittadini sulla resilienza in tempo di pace e in contesti emergenziali. Da questo progetto è, infatti, emerso come le persone in molti casi sovrastimino la loro capacità di far fronte alle criticità. Diventa ancora più importante per le istituzioni, avviare percorsi di formazione nelle scuole, lavorare per ridurre queste incertezze e rafforzare la fiducia dei cittadini verso l’ente soprattutto quanto si tratta di gestire e superare un’emergenza. Nello specifico per quanto riguarda i bambini è stato creato il gioco “Goose in the Riskland” sviluppato appositamente per migliorare la loro consapevolezza e la capacità di far fronte alle emergenze in modo appropriato.

Il progetto Resolute, e nello specifico l’attività condotta a Firenze, ha avuto risultati molto positivi e un alto impatto in Europa con tanto di menzione speciale da parte della Commissione Europea.

Resolute ha come capofila il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DINFO) dell’Ateneo fiorentino con il laboratorio DISIT ed è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

Chiara Bianchini

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