“La bellezza salvata” mette in mostra manufatti e reperti restaurati provenienti da musei, gallerie e collezioni scientifiche. Ma si ricorda anche dei cosiddetti “ultimi”, oggetti ancora in attesa del loro recupero. Il lavoro sinora fatto è immenso ma purtroppo, come per i materiali cartacei, ci sono tavole, tele, affreschi, sinopie, sculture, arredi ecclesiastici nei depositi o presso gli istituti di restauro.

Queste opere rischiano di essere dimenticate, per questo è necessario incoraggiare adeguati finanziamenti e interventi per il loro ripristino. Fra di essi, troviamo l’immagine seicentesca dipinta sulla tavola sagomata – in origine alla base di un antico crocifisso – raffigurante Sant’Antonino che si fa tramite verso Dio delle preghiere rivolte dal giovane san Filippo Neri per la cattedrale di Santa Maria del Fiore e con essa per tutta la città: forse proprio una richiesta di protezione da flagelli e cataclismi apocalittici, come quello dell’alluvione avvenuto cinquant’anni fa.

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