La Carta è certo il settore più vasto del patrimonio culturale colpito dall’alluvione del 1966. Basti pensare ai volumi danneggiati presso la Biblioteca Nazionale Centrale e l’Archivio di Stato, che allora veniva ospitato nel palazzo degli Uffizi; danni ingenti si sono registrati anche nelle biblioteche storiche come il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux a Palazzo Strozzi (dove il 90% del patrimonio librario-storico venne sommerso nei depositi posti nei sotterranei).

La difficoltà nel recuperare i volumi è dovuta alle condizioni di questi ultimi durante l’asciugatura. Spesso formavano dei “mattonati” non identificabili, con segni lasciati dalla nafta e dalle muffe. Altre carte, purtroppo, sono rimaste illeggibili.

I pezzi danneggiati sono numerosi anche negli archivi privati della città, posti sotto la tutela della Soprintendenza Archivista e Bibliografica della Toscana. Si ricordano quelli conservati in Palazzo Naldini in via de’ Servi, in Palazzo Guicciardini sul lungarno omonimo, in Palazzo Baldini Libri in via della Vigna Vecchia davanti al Bargello e l’archivio della Società di Belle Arti nella Casa di Dante.

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