Nell’alluvione di Firenze del 1966 a essere coinvolte sono state anche la raccolte scientifiche, prima tra tutte quella del Museo di Storia della Scienza, oggi conosciuto come Museo Galileo. Il simbolo illustre di questa collezione è stato il cannocchiale (nonché gli altri oggetti) di idea galileiana.

Sono state inoltre travolte e frantumate le tre cere di Gaetano Zumbo: Il Trionfo del Tempo, La Vanità della Gloria Umana e la Peste, capolavori della metà del Seicento provenienti dalla collezione del Gran Principe Ferdinando de’ Medici, allora in deposito presso il Museo e oggi conservate presso il Museo della Specola. Fra gli innumerevoli materiali danneggiati si presentano in questa sede una cassetta chirurgica e un modello didattico settecenteschi, allora esposti al pianterreno nella sala dedicata a Giovanni Alessandro Brambilla, medico e chirurgo personale dell’imperatore d’Austria, Giuseppe II.

La collezione del Gabinetto di Fisica dell’Istituto Tecnico statale “Galileo Galilei” in via Giusti, oggi appartenente alla Fondazione Scienza e Tecnica, perdeva invece reperti naturalistici, modelli, strumenti e macchine.

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