Lo abbiamo visto recentemente con le tragedie del terremoto del Centro Italia e della valanga di Rigopiano: quando si verifica un’emergenza, i soccorsi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene. Lavoratori e volontari instancabili dedicano tutte le loro energie per cercare di salvare vite umane e contenere i danni all’ambiente e alla società.

Lo stesso succedeva anche a novembre del 1966 a Firenze e in tutta la Toscana. Quando l’alluvione si è abbattuto sulle campagne e sulle città, volontari, Angeli del Fango e militari si sono rimboccati le maniche per aiutarsi a vicenda.

Oltre al fango, all’acqua e agli stivali di gomma, ci sono stati anche momenti di “riposo” e convivialità, essenziali per le persone che contribuivano a salvare il salvabile. Uno di questi è stato immortalato con una foto da Mario Temperilli presso San Donnino (Firenze) e mostra come era la cucina da campo.