La Protezione civile è stata al centro del workshop “Partecipazione e resilienza: la sfida della Toscana” organizzato da Anci Toscana nell’Auditorium del Palazzo del Pegaso a Firenze, lunedì 3 aprile. Il dibattito si è basato sull’importanza dei processi partecipativi nella realizzazione dei piani di protezione civile dei Comuni.

Grazie alla partecipazione i cittadini possono prendere conoscenza dei rischi e essere attivi nel processo decisionale che porta alla stesura dei piani. Un percorso che può, così, avvicinare la popolazione alle tematiche di protezione civile, tematiche a cui tende ad interessarsi solo quando si verifica una emergenza. Come ha ricordato Bruno Valentini, sindaco di Siena e responsabile nazionale della protezione civile di ANCI, più del 90% dei comuni toscani si è dotato di un piano di protezione civile questi, però, devono “essere vivi” ovvero conosciuti, partecipati, disponibili e non “chiusi in un cassetto”.

“Serve un cambiamento culturale” ha ribadito Paolo Masetti, sindaco di Montelupo Fiorentino e responsabile regionale della protezione civile di Anci Toscana, cambiamento che deve iniziare dagli amministratori e funzionari degli enti, fino a coinvolgere tutta la popolazione.

Durante la mattinata sono stati presentati tre esempi virtuosi di percorsi partecipati incentrati sull’aggiornamento dei piani di protezione civile: il Comune di Stazzema, primo comune in Toscana ad avviare un percorso di partecipazione su questa necessità, il Comune di Carrara e l’Unione dei Comuni della bassa Val di Cecina, percorso appena avviato che vede il coinvolgimento di un campione selezionato dei cittadini dei 4 comuni dell’unione. Da queste esperienze è risultato come dal coinvolgimento in prima persona dei cittadini emergono proposte utili e problematicità non individuate dall’amministrazione.

Oltre a questi, sono intervenuti Nicola Casagli, professore ordinario di geologia applicata dell’Università di Firenze, che ha sottolineato quanto sia fragile il nostro territorio e come sia importante prevenire e Giovanni Allegretti, membro dell’Autorità Regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione.

Il dibattito è stato arricchito dall’intervento di Ed Blakely, esperto di gestione dell’emergenze, commissario unico per la rigenerazione di New Orleans dopo l’uragano Katrina e professore onorario di Urban Policy allo United States Studies Centre presso l’Università di Sidney. Blakely ha evidenziato come dopo un’emergenza sono molte le sfide da affrontare: la burocrazia, le risorse necessarie ma soprattutto la necessità di riposizionare. Blakely non parla volutamente di ricostruzione, questa avviene sugli errori del passato, al contrario parla di riposizione, sia delle infrastrutture che dell’economia e del capitale sociale, che deve essere svolta pensando al futuro rendendo il tutto sostenibile.

La Toscana si trova davanti due sfide: la prima riguarda la pubblica amministrazione che deve mettere a disposizione del cittadino tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie su prevenzione e protezione civile, dall’altra il cittadino deve rendersi partecipe e conoscere i rischi a cui è esposto assimilando le dinamiche dell’autoprotezione.

 

Articolo di Chiara Bianchini