In occasione del workshop “Partecipazione e resilienza: la sfida della Toscana” organizzato da Anci Toscana, sono state presentate le esperienze innovative di tre comuni: Stazzema, Carrara e Rosignano, che hanno scelto di realizzare un percorso partecipato per riorganizzare i piani di protezione civile comunali.  

Il Comune di Stazzema è stato il primo ente locale in Toscana ha scegliere di attuare un percorso partecipato, svolto nel 2002, per aggiornare il piano di protezione civile e così informare la popolazione sui rischi del territorio.  

Stazzema è un comune montano in provincia di Lucca con circa 3.200 abitanti. È situato in un’area ad alto rischio idrogeologico, dove il problema non è la cementificazione ma l’abbandono del territorio. La Versilia nel 1996 fu colpita da un’alluvione che oltre ai danni infrastrutturali, causò 14 vittime. Questa tragedia è considerata, infatti, come una delle peggiori alluvioni che abbia mai colpito la Toscana dopo l’alluvione del 1966.  

A seguito di questa calamità gli sforzi si sono concentrati sulla ricostruzione rendendo la Versilia un vero e proprio modello dove ha funzionato tutto. Cruciale per questo risultato fu la scelta di trasferire gli organi decisionali, commissario e funzionari, proprio in Versilia.  Inoltre i cittadini furono coinvolti in questo processo e potettero dare il loro contributo.

Da questa esperienza è nato il percorso partecipato svolto con il coinvolgimento attivo degli stakeholder del territorio, i cittadini e le associazioni di volontario che hanno proposto suggerimenti, come la nuova collocazione delle aree di emergenza.

“Ed è proprio in queste occasioni – ha ricordato durante lo workshop il sindaco di Stazzema Maurizio Verona – che abbiamo imparato quanto sia fondamentale sapere come comportarci in caso di emergenza e soprattutto saperlo prima”, ribadendo il ruolo cruciale della prevenzione.

 

Articolo di Chiara Bianchini